La scherma in carrozzina

La scherma per atleti in carrozzina è stata proposta, per la prima volta, da Sir. Ludwig Guttmann all’ospedale di Stoke Mandeville, in Inghilterra, nel 1953 e fu introdotta nei programmi paralimpici a Roma 1960.

I gesti tecnici nella scherma in carrozzina sono uguali a quelli dei normodotati, fatta eccezione per l’affondo, che qui manca. Come manca, in parte, il dinamismo: la scherma in carrozzina è uno sport essenzialmente statico. Si pratica, infatti, solo in carrozzina ancorati su una pedana metallica regolabile (per le misure delle diverse armi), ben fissata al pavimento con un’angolazione di 110°rispetto all’asse centrale ed ancorata su entrambi i lati alla pedana per questioni di sicurezza.
Il regolamento tecnico prescrive l’equipaggiamento e le misure delle carrozzine.
Nella scherma per normodotati, due schermidori competono su una pedana di 14 metri. Nella scherma in carrozzina la competizione è statica.
Questo sport è aperto a tutti coloro che hanno amputazione degli arti inferiori, lesioni spinali o cerebrali.
Il bersaglio valido per il fioretto e la sciabola è lo stesso delle competizioni per normodotati.
Nella spada il bersaglio valido è tutta la parte del corpo sopra la cintura delimitata da un pettorale che viene indossato sotto e che cancella tutti i colpi al di fuori del bersaglio.

Mentre nel fioretto e nella sciabola le gare, individuali e a squadra, sono riservate indistintamente a donne e uomini, la spada, individuale o a squadra, è solo per uomini.

I piedi devono rimanere nel poggiapiedi e l’atleta deve rimanere seduto.

La scherma in carrozzina è governata dall’Internartional Wheelchair Fencing Committee (IWFC) che è parte dell’IWAS (International Wheelchair and Amputee Federation).

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