L'equitazione paralimpica

Anche l’equitazione, come molti altri sport paralimpici, è stata, al principio, una pratica riabilitativa per aiutare i pazienti disabili a recuperare, il più possibile, le proprie capacità fisiche e mentali. Solo negli anni Settanta si è sviluppata come sport. Le prime gare internazionali di Dressage per cavalieri disabili datano al 1984 (Giochi Mondiali di New York).
Il debutto alle Paralimpiadi, per l’equitazione, avvenuto ad Atlanta 1996. Attualmente lo sport è praticato in più di 40 nazioni.

L’equitazione è uno sport paralimpico aperto ad atleti con disabilità fisica o visiva. Le competizioni sono miste (uomini e donne) e gli atleti vengono accorpati sulla base dei profili funzionali.
I cavalieri competono in due gare di Dressage: un Test Championships basato sull’esecuzione di gruppi di movimenti definiti dall’ l’International Paralympic Equestrian Committee ed un Test Freestyle (Kur) basato sull’esecuzione libera con la musica. Il test dovrebbe chiaramente dimostrare l’unità tra il cavaliere ed il cavallo nel ritmo e nell’armonia di tutti i movimenti. Alle gare di para-dressage partecipano atleti di diverso grado di disabilità: da I a IV: i cavalieri di Grado I hanno un più alto grado di disabilità rispetto a quelli di Grado IV.
Per i cavalieri di Grado I e II, i test comprendono movimenti di solo passo o passo e trotto, mentre nel Grado III e IV i cavalieri affrontano test che includono anche il galoppo e qualche lavoro laterale.
C’è anche un Test a squadre per 3 o 4 cavalieri: se la squadra è composta da 4 cavalieri, una prestazione è esclusa dal punteggio finale.
I cavalieri vengono giudicati relativamente all’esecuzione di determinati movimenti (test) utilizzando una serie di comandi per il passo, trotto e galoppo.
L’organismo internazionale che si occupa dell’equitazione per disabili è l’International Paralympic Equestrian Committee (IPEC). Le regole IPC e le procedure sono in accordo con l’International Equestrian Federation (FEI) con alcuni piccoli accorgimenti.

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