Bebe Vio per #WinForMeningitis

Avvolti in bandiere e drappi, sembrano usciti da un mito greco. Sono gli atleti e le atlete, tra queste anche la nostra schermitrice Bebe Vio, immortalati dalla fotografa australiana Anne Geddes per la campagna #WinForMeningitis.

Nelle fotografie della Geddes, questi moderni “eroi” sono al naturale, senza le protesi con cui di solito vincono gare e sfide, e con in grembo dei bambini piccoli.

Appare chiaro che il loro è un monito: di tragedia greca è giusto parlare se nel fiore dei tuoi anni ti devono amputare gli arti per la meningite. Ma tutto questo calvario si può evitare. Come? Vaccinando i bambini. La meningite si accanisce proprio con loro e spesso le terapie antibiotiche non sono sufficienti.

La prevenzione rimane allora l’unica strada. Come ci suggerisce anche lo sguardo, meno scanzonato del solito e più dolce, di Bebe. 19 anni e una Paralimpiade appena conclusa, Bebe Vio ha una storia dura alle spalle: la meningite diagnosticata a 11 anni le è venuta due volte portandole via prima gli avambracci e poi le gambe.

Per la campagna #WinForMeningitis, la schermitrice tiene in braccio il piccolo Vincent. Se diventerà un atleta, nessuno può saperlo.
Per ora, la cosa fondamentale è proteggerlo e permettergli di diventare l'adulto che vorrà essere, e questo è anche compito nostro.

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