Mauro Scarpari
Ciclismo

Mauro Scarpari è cresciuto trascorrendo un'infanzia felice tra famiglia, amici, scuola e amore per lo sport, coltivato praticando il karate e il calcio fino all’età di 16 anni.

Negli anni ’90 Mauro scopre lo sport che fa per lui: il motocross, neanche la leva militare riesce a distrarlo dalla sua passione.

Con tenacia Mauro si distingue nello sport anche nel contesti militare dove pratica il Pentathlon ottenendo il riconoscimento dell’allora Ministro della Difesa, quale “soldato che si è distinto nella disciplina sportiva” (1994/95).

Tornato alla vita civile, negli anni a seguire, la vita aveva un ritmo regolare, scandito dagli impegni familiari, un matrimonio e una bimba, Irene, la sua primogenita, il lavoro come tecnico in un’azienda meccanica, e il calcio.

Ma i motori sono una passione difficile da abbandonare, così Mauro riprende  le due ruote e la vecchia promessa di fare del motocross, allenandosi in pista e in palestra.

Dosa con l’esperienza di un professionista adrenalina, equilibrio e velocità fino al 29 aprile del 2012 quando, a conclusione dell’allenamento in pista, la ruota anteriore si buca, lo sterzo si chiude e la moto lo disarciona come un cavallo fuori controllo lanciandolo in aria e facendolo cadere, viso a terra.

Eliambulanza, intervento di oltre 13 ore e una diagnosi di paraplegia, a causa della rottura per compressione della dorsale 5, sembra lo costringano a dieci mesi di ospedale.

Dopo soli 3 mesi, raggiunta l’autonomia di base, Mauro è rientrato a  casa e ha ripreso a lavorare nell’attività commerciale di famiglia, accanto a Linda, sua moglie, il cui aiuto è stato di vitale importanza sia dal punto di vista fisico che emotivo. A casa, oltre a Linda,lo aspettavano Irene e Giulia, 10 e 6 anni, un altro valido motivo per reagire e un altro tassello fondamentale nel percorso di recupero.

Proprio in quel periodo Mauro incontra alcuni atleti paralimpici di handbike che lo avvicinano a questa disciplina, riaccendendo la fiamma che fin da ragazzino ardeva in lui: la passione per lo sport.

Come il ciclismo, l’handbike è fatica, sudore, dedizione, allenamento, una sfida ambiziosa che coglie dal primo momento entrando a far parte del team “Active sport” un’associazione che promuove progetti di sensibilizzazione sui temi dell’inclusione nelle scuole della Provincia di Brescia con la quale inizia a competere nel Campionato Italiano a  squadre e partecipando al Giro d’Italia con un risultato assolutamente straordinario per un neofita: 7 posto assoluto!

La quotidianità di Mauro è fatta di allenamento su strada nei periodi più caldi e su rulli, in casa, nel periodo invernale, palestra leggera e cardio, per sostenere circa 6000 km l'anno, con la forza delle braccia.

A ogni fine gara, come un rito liberatorio, un augurio o un invito, urla al pubblico presente: "Viva la vita", uno slogan che racchiude il senso del suo pedalare, il significato della fatica quotidiana che vuole arrivare a chi probabilmente non sa che andare avanti si può e si deve sempre perché alla fine di ogni corsa ti aspetta la vita!