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Ferdinando Acerbi
Equitazione

Il giorno dopo

Spiegare le emozioni di una partecipazione alle Paralimpiadi è un compito arduo al quale mi accingo con la tensione di non essere all'altezza. È tutto ancora troppo confuso, tanto da non avere le idee abbastanza chiare per trovare un filo condotture del discorso. Un'esperienza che parte da lontano, ripercorre momenti di vita passata. L'ispezione dei cavalli prima della partenza, la tensione dell'ultima decisione che sfocia in nuove esperienze e avventure: il parere positivo, la partenza… la gara!

E ora mi ritrovo, a mente fredda. Rimane quel senso di non so che, tipico della fine di ogni viaggio, mista alla voglia di non lasciar passare troppo tempo prima che ne ricominci un altro, più consapevole, più competitivo...

Per me è stato un momento importantissimo, la chiusura di un percorso tortuoso cominciato trent'anni fa e arrivato alla sua realizzazione per vie inimmaginabili, la conferma di relazioni importantissime, la gioia di vedere la mia gioia riflessa negli occhi di Laura, la consapevolezza di poter chiedere al mio fisico prove che non credevo possibili, l'orgoglio di aver fatto bene, l'eccitazione per nuovi progetti.

Oggi voglio ringraziare le persone che hanno reso quest’avventura possibile. Chiara Cannavale e Patrik Cattaneo, proprietari di Quasimodo, per la loro passione; Chiara Fabi, il mio trainer, che si è più volte superata, come amica e professionista, e alla quale dico grazie anche per aver sopportato il mio “protagonismo”; Laura Conz, il nostro tecnico federale, per la sua incrollabile forza e voglia di fare e per il conoscermi così bene da essere riuscita a tirar fuori da me il massimo possibile in quel momento; Laura, senza la quale nulla sarebbe potuto succedere, che non manca mai di iniettare nuova energia ed idee in tutto quello che fa; Giulia, la mia mascotte che a distanza ha saputo essermi sempre vicina; Domenico, Luca e Barbara della Scuola Italiana di Coaching, che mi hanno guidato attraverso tutta la preparazione; tutti gli amici che mi hanno supportato anche economicamente in questa avventura.

E poi Quasimodo, l’unico vero vincitore di questa avventura, che mi ha regalato tutto il suo carattere, la sua voglia di fare e che si è lasciato guidare con la voglia di dimostrare che anche noi vecchietti possiamo ancora dire la nostra. Grazie, amico mio, hai reso possibile un sogno.

La mia squadra, è un onore aver fatto parte di questo meraviglioso gruppo

Nonni, zii, fratelli e sorelle che sono stati ugualmente fondamentali, infondendo il coraggio e la serenità necessari a tutti noi per poter continuare, e per il tifo sfegatato.

Tutti gli sponsor che ci hanno supportato.

Un grazie particolare ai miei soci Paolo Giovine, Sara Riffeser e a tutti i ragazzi di Conversa e ancora a Laura che hanno fatto partire il progetto Atleti Speciali, lavorando anche di notte per questa nuova sfida, mentre io…. me la montavo a cavallo in giro per il mondo!

Grazie, infine, a tutti quelli che ho sicuramente dimenticato…

La mia promessa e augurio è che questa esperienza sia l’inizio di un nuovo viaggio, che cercherò di affrontare con la stessa dedizione e passione per fare in modo che si realizzino le aspettative di tutti!

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